DPR 74/13: aspetti salienti

DPR 74/13: aspetti salienti

 

REGOLAMENTO RECANTE DEFINIZIONE DEI CRITERI GENERALI IN MATERIA DI ESERCIZIO, CONDUZIONE, CONTROLLO, MANUTENZIONE E ISPEZIONE DEGLI IMPIANTI TERMICI PER LA CLIMATIZZAZIONE INVERNALE ED ESTIVA DEGLI EDIFICI E PER LA PREPARAZIONE DELL'ACQUA CALDA PER USI IGIENICI SANITARI, A NORMA DELL'ARTICOLO 4, COMMA 1, LETTERE A) E C), DEL DECRETO LEGISLATIVO 19 AGOSTO 2005, N. 192

 

•    Criteri generali, requisiti e soggetti responsabili per l'esercizio, la conduzione, il controllo e la manutenzione degli impianti termici per la climatizzazione invernale ed estiva (art. 6)

•   Limiti di esercizio degli impianti termici per la climatizzazione invernale (art. 4)

•   Controllo e manutenzione degli impianti termici (art. 7)

•   Controllo dell'efficienza energetica degli impianti termici (art. 8 e Allegato A)

•   Sanzioni (art. 11)

 

Soggetti responsabili dell’impianto termico


Responsabile dell'impianto termico:

 

•   l'occupante, a qualsiasi titolo, in caso di singole unità immobiliari residenziali

•   il proprietario, in caso di singole unità immobiliari residenziali non locate

•    l'amministratore,  in  caso  di  edifici  dotati  di  impianti  termici  centralizzati amministrati in condominio

•   il proprietario o l'amministratore delegato in caso di edifici di proprietà di soggetti

diversi dalle persone fisiche

 

Terzo responsabile dell’impianto termico:

l’impresa che, essendo in possesso dei requisiti previsti dalle normative vigenti e comunque di capacità tecnica, economica e organizzativa adeguata al numero, alla potenza e alla complessità degli impianti gestiti, è delegata dal responsabile ad assumere la  responsabilità dell'esercizio, della conduzione, del controllo, della manutenzione  e  dell'adozione  delle  misure  necessarie  al  contenimento  dei consumi energetici.

 

Delega al Terzo Responsabile

 L’esercizio, la conduzione, il controllo, la manutenzione e il rispetto delle disposizioni di legge in materia di efficienza energetica sono affidati al responsabile dell’impianto che può delegarle ad un terzo.

 La delega al terzo responsabile non è consentita nel caso di singole unità immobiliari residenziali in cui il generatore o i generatori non siano installati in locale tecnico esclusivamente dedicato.

 In tutti i casi in cui nello stesso locale tecnico siano presenti generatori di calore oppure macchine frigorifere al servizio di più impianti termici, può essere delegato un unico terzo responsabile che risponde delle predette attività degli impianti.

 L’atto di assunzione di responsabilità da parte del terzo deve essere redatto in forma scritta contestualmente all’atto di delega.

 

Terzo Responsabile: requisiti e incompatibilità

 Le operazioni di controllo ed eventuale manutenzione devono essere eseguite da ditte abilitate ai sensi del DM 37/08.

 Nel caso di impianti termici con potenza nominale al focolare > 350kW, il Terzo

Responsabile deve essere in possesso in alternativa di:

• certificazione UNI EN ISO 9001 relativa a gestione e manutenzione degli impianti termici

• attestazione, rilasciata ai sensi del DPR 207/10, nella categoria OG 11 impianti tecnologici

• attestazione, rilasciata ai sensi del DPR 207/10, nella categoria OS 28 impianti termici e di condizionamento.

 Il ruolo di Terzo Responsabile di un impianto è incompatibile con il ruolo di venditore di energia per il medesimo impianto, e con le società a qualsiasi titolo legate al ruolo di venditore, in qualità di partecipate o controllate o associate in ATI o aventi stessa partecipazione proprietaria o aventi in essere un contratto di collaborazione, a meno che la fornitura sia effettuata nell'ambito di un contratto di servizio energia, conforme al DLgs

115/08, in cui la remunerazione del servizio fornito non sia riconducibile alla quantità di combustibile o  di  energia  fornita,  ma  misurabile  in  base  a  precisi  parametri  oggettivi preventivamente concordati.

 Impianti non conformi: responsabilità

 In caso di impianti non conformi alle disposizioni di legge, la delega ad un terzo non può essere rilasciata, salvo che nell’atto di delega sia espressamente conferito l’incarico di procedere alla loro messa a norma.

 Il  delegante  deve  porre  in  essere  ogni  atto,  fatto  o  comportamento necessario affinché  il  Terzo  Responsabile possa  adempiere agli  obblighi previsti dalla normativa vigente e garantire la copertura finanziaria per l’esecuzione dei necessari interventi nei tempi concordati.

Negli  edifici  in  cui  sia  instaurato  un  regime  di  condominio,  la  predetta garanzia è fornita attraverso apposita delibera dell’assemblea dei condomini.

 

La responsabilità degli impianti resta in carico al delegante, fino alla comunicazione dell’avvenuto completamento degli interventi necessari, da inviarsi per iscritto da parte del delegato al delegante entro e non oltre 5 gg lavorativi dal termine dei lavori.

 

Sicurezza e tutela dell’ambiente

 Il responsabile o il Terzo Responsabile rispondono del mancato rispetto delle norme relative all'impianto termico, in particolare in materia di sicurezza e di tutela dell'ambiente.

 Il  Terzo  Responsabile comunica  tempestivamente in  forma  scritta  al  delegante l’esigenza di effettuare gli interventi, non previsti al momento dell’atto di delega o richiesti dalle evoluzioni della normativa.

 Negli edifici in cui vige un regime di condominio il delegante deve  espressamente autorizzare con apposita delibera condominiale il Terzo Responsabile ad effettuare i predetti interventi entro 10 gg dalla comunicazione, facendosi carico dei relativi costi. In assenza della delibera condominiale nei detti termini, la delega del terzo responsabile decade automaticamente.

 

Comunicazioni alla Regione

Il terzo responsabile deve comunicare alla Regione o all’organismo eventualmente delegato:

•   entro 10 gg lavorativi: delega

 

•     entro 2 gg lavorativi: revoche/dimissioni, decadenza, variazioni di consistenza/titolarità dell’impianto

 

Limiti di esercizio degli impianti termici

Il territorio nazionale è suddiviso in 6 zone climatiche in funzione dei gradigiorno storici, indipendentemente dall’area geografica di appartenenza.

 

L'esercizio degli impianti termici per la climatizzazione invernale è consentito con i seguenti limiti relativi al periodo annuale e alla durata giornaliera di attivazione:

 

Zona A:

6 ore giornaliere

dal 1° dicembre al 15 marzo

Zona B:

8 ore giornaliere

dal 1° dicembre al 31 marzo

Zona C:

10 ore giornaliere

dal 15 novembre al 31 marzo

Zona D:

12 ore giornaliere

dal 1° novembre al 15 aprile

Zona E:

14 ore giornaliere

al 15 ottobre al 15 aprile

Zona F:                                nessuna limitazione

L’orario  giornaliero  di  riscaldamento  è  frazionabile  in  due  o  più  sezioni. La durata giornaliera di attivazione degli impianti non ubicati nella zona F è compresa tra le ore 5 e le ore 23 di ciascun giorno.

Deroghe ai limiti di esercizio

 

 

 

 

Deroghe relative al periodo ed all’orario

Deroghe relative all’orario


• ospedali, cliniche, case di cura

 

• sedi diplomatiche e di organizzazioni internazionali

 

• scuole materne ed asili nido

 

• piscine e saune

 

• industrie (per esigenze tecnologiche e di produzione)

 

• uffici ed attività commerciali ad orario continuato

 

• impianti di cogenerazione

 

• impianti termici a pannelli radianti

 

• impianti termici centralizzati con generatori ad alto rendimento e termoregolazione su due livelli di temperatura (attenuazione notturna a

16°C +2°C) o con contabilizzazione diretta e termoregolazione individuale

 

• impianti termici individuali con generatori ad alto rendimento e termoregolazione su due livelli di temperatura (attenuazione notturna)

• impianti termici condotti mediante contratti di servizio energia i cui corrispettivi siano correlati al raggiungimento del comfort ambientale e purché si provveda, durante le ore al di fuori della durata di attivazione degli impianti, ad attenuare la potenza erogata

 

Limiti di esercizio in condizioni particolari

Al di fuori dei periodi consentiti: gli impianti termici possono essere attivati in presenza di situazioni climatiche che ne giustifichino l’esercizio con una durata giornaliera non superiore alla metà di quella consentita.

Facoltà delle amministrazioni comunali: i Sindaci, con delibera della giunta comunale, possono ampliare, a fronte di comprovate esigenze, i periodi annuali di esercizio e la durata giornaliera di attivazione degli impianti termici, nonché stabilire riduzioni di temperatura ambiente massima consentita, sia per i centri abitati che per singoli immobili.

Valori limite della temperatura ambiente

Durante il periodo in cui è in funzione l’impianto di climatizzazione invernale, la media ponderata delle temperature dell’aria nei diversi ambienti riscaldati di ogni singola unità immobiliare non deve superare i seguenti valori:

 

 

• 18°C + 2°C di tolleranza per gli edifici adibiti ad attività industriali ed artigianali ed assimilabili (E.8)

• 20°C + 2°C per tutti gli altri edifici

Durante  il  funzionamento  dell'impianto  di  climatizzazione  estiva,  la media ponderata delle temperature dell’aria, misurate nei singoli ambienti raffrescati di  ciascuna unità  immobiliare, non  deve  essere minore di 26°C - 2°C per tutti gli edifici.

Controllo e manutenzione: riferimenti

Le operazioni di controllo ed eventuale manutenzione devono essere eseguite conformemente alle prescrizioni e con la periodicità contenute:

1.   nelle istruzioni tecniche per l'uso e la manutenzione rese disponibili dall'impresa installatrice dell'impianto ai sensi della normativa vigente;

2.   nelle istruzioni tecniche relative allo specifico modello elaborate dal fabbricante ai sensi della normativa vigente;

3.   nelle normative UNI e CEI per lo specifico elemento o tipo di apparecchio o dispositivo.

Gli installatori e i manutentori degli impianti termici, abilitati ai sensi del DM 37/08, nell’ambito delle rispettive responsabilità, devono definire e dichiarare esplicitamente al committente o all’utente, in forma scritta e facendo riferimento alla documentazione tecnica del progettista dell’impianto o del fabbricante degli apparecchi:

a)  quali siano le operazioni di controllo e manutenzione di cui necessita l’impianto da loro installato o manutenuto, per garantire la sicurezza delle persone e delle cose;

b) con quale frequenza le operazioni suddette vadano effettuate.

Libretto di impianto per la climatizzazione

A partire dal 15/10/2014 gli impianti termici per la climatizzazione o produzione di acqua calda sanitaria, indipendentemente dalla loro potenza termica, devono essere muniti del

 

Libretto di impianto per la climatizzazione conforme al modello

pubblicato con DM 10/02/2014.

Per gli impianti esistenti, il Libretto di centrale o il Libretto di impianto deve essere allegato al Libretto di impianto per la climatizzazione.

Libretto di impianto per la climatizzazione: censimento

 

N.

CONTENUTO

COMPILAZIONE

1

SCHEDA IDENTIFICATIVA DELL’IMPIANTO

 

Responsabile

3

NOMINA DEL TERZO RESPONSABILE DELL’IMPIANTO TERMICO

2

TRATTAMENTO ACQUA

Installatore/ Responsabile/

Terzo Responsabile

4

GENERATORI

4.1 Gruppi termici o caldaie

4.2 Bruciatori

4.3 Recuperatori / condensatori lato fumi

4.4 Macchine frigorifere / pompe di calore

4.5 Scambiatori di calore della sottostazione di teleriscaldamento / teleraffrescamento

4.6 Cogeneratori / trigeneratori

4.7 Campi solari termici

4.8 Altri generatori

 

 

5

SISTEMI DI REGOLAZIONE E CONTABILIZZAZIONE

5.1 Regolazione primaria

5.2-3-4 Regolazione ambiente - Sistemi telematici - Contabilizzazione

6

SISTEMI DI DISTRIBUZIONE

7

SISTEMA DI EMISSIONE

8

SISTEMA DI ACCUMULO

9

 

 

ALTRI COMPONENTI DELL’IMPIANTO

9.1 Torri evaporative

9.2 Raffreddatori di liquido

9.3 Scambiatori di calore intermedi

9.4 Circuiti interrati a condensazione / espansione diretta

9.5 Unità di trattamento aria

9.6 Recuperatori di calore

10

IMPIANTO DI VENTILAZIONE MECCANICA CONTROLLATA

 

 

Libretto di impianto per la climatizzazione: registrazioni

N.

CONTENUTO

COMPILAZIONE

11

RISULTATI DELLA PRIMA VERIFICA EFFETTUATA DALL’INSTALLATORE E DELLE VERIFICHE PERIODICHE SUCCESSIVE EFFETTUATE DAL MANUTENTORE

 

11.1 Gruppi termici

11.2 Macchine frigo / pompe di calore

11.3 Scambiatori di calore della sottostazione di teleriscaldamento / teleraffrescamento

11.4 Cogeneratori / trigeneratori

Manutentore

12

INTERVENTI DI CONTROLLO EFFICIENZA ENERGETICA

 

13

RISULTATI DELLE ISPEZIONI PERIDICHE EFFETTUATE A CURA DELL’ENTE COMPETENTE

 

Ispettore

14

REGISTRAZIONE DEI CONSUMI NEI VARI ESERCIZI

14.1 Consumo di combustibile

14.2 Consumo energia elettrica

14.3 Consumo di acqua di reintegro nel circuito dell’impianto termico

14.4 Consumo di prodotti chimici per il trattamento acqua del circuito dell’impianto termico

 

 

 

Responsabile/ Terzo Responsabile

Controllo dell’efficienza energetica

I controlli di efficienza energetica sono effettuati in occasione degli interventi di controllo e manutenzione e inoltre:

a) all’atto della prima messa in esercizio dell’impianto, a cura dell’installatore;

b) nel caso di sostituzione degli apparecchi del sottosistema di generazione;

c) nel caso di interventi che non rientrino tra quelli periodici, ma tali da poter modificare l’efficienza energetica.

 

 

I controlli di efficienza energetica si effettuano su:

• impianti termici di climatizzazione invernale di Pn>10kW

• impianti di climatizzazione estiva di Pn>12kW

(sono esonerati gli impianti termici alimentati esclusivamente con fonti rinnovabili)

e riguardano:

a) il sottosistema di generazione

b) i sistemi di regolazione della temperatura centrale e locale nei locali climatizzati c) i sistemi di trattamento dell'acqua, dove previsti.

Rapporto di controllo di efficienza energetica

Al termine delle operazioni di controllo, l'operatore provvede a redigere e sottoscrivere uno specifico

Rapporto di controllo di efficienza energetica

specifico per la tipologia di impianto, da rilasciare al

responsabile dell'impianto, che lo conserva e lo allega al libretto.

 

 

Una copia del Rapporto deve essere trasmessa a cura del manutentore o Terzo Responsabile all'indirizzo indicato dalla Regione o Provincia autonoma competente per territorio, con la cadenza indicata all’Allegato A del DPR 74/2013.

 

 

Al  fine di  garantire il  costante aggiornamento del Catasto, la trasmissione alle Regioni o Province autonome deve essere eseguita prioritariamente con strumenti informatici.

Anomalie nei parametri di efficienza energetica

I generatori di calore per i quali, durante le operazioni di controllo, siano stati rilevati rendimenti di combustione inferiori ai limiti fissati, non riconducibili a tali valori mediante operazioni di manutenzione, devono essere sostituiti entro 180 gg solari a partire dalla data del controllo.

 

 

Le macchine frigorifere e le pompe di calore per le quali nel corso delle operazioni di controllo sia stato rilevato che i  valori dei parametri che caratterizzano l’efficienza energetica siano inferiori del 15% rispetto a quelli misurati in fase di collaudo o primo avviamento riportati sul libretto di impianto, devono essere riportate alla situazione iniziale, con una tolleranza del 5%. Qualora i valori misurati in fase di collaudo o primo avviamento non siano disponibili, si fa riferimento ai valori di targa.

 

 

Le unità cogenerative per le quali nel corso delle operazioni di controllo sia stato rilevato che i valori dei parametri che caratterizzano l’efficienza energetica non rientrano nelle tolleranze definite dal fabbricante devono essere riportate alla situazione iniziale.

Sanzioni

Il proprietario o il conduttore dell’unità immobiliare, l’amministratore del condominio, o l’eventuale terzo che se ne è assunta la responsabilità, che non provvede affinché  siano  eseguite le  operazioni di  controllo e  manutenzione prescritte è punito con sanzione amministrativa tra 500 e 3.000 €.

 

L’operatore incaricato del controllo e della manutenzione che:

 

•      non esegue dette attività a regola d’arte, nel rispetto della normativa vigente

 

•       non redige/sottoscrive/rilascia al responsabile dell’impianto il rapporto di controllo tecnico conformemente ai modelli previsti dalle norme

è punito con sanzione amministrativa tra 1.000 e 6.000 €.