variazioni Istat

 

Mese

Anno

Variazione annuale 100%

Variazione ridotta 75%

Variazione biennale 100%

Variazione ridotta 75%

Gazzetta Ufficiale n.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Novembre

2017

0,8

0,600

0,9

0,675

4 del 5-1-18 pag. 24

Ottobre

2017

0,9

0,675

0,8

0,600

278 del 28-11-17 pag. 32

Settembre

2017

1,1

0,825

1,2

0,900

252 del 27-10-17 pag. 53

Agosto

2017

1,2

0,900

1,1

0,825

230 del 2-10-17 pag. 17

Luglio

2017

1.0

0,750

0,9

0,675

202 del 30-8-17 pag. 27

Giugno

2017

1,1

0,825

0,8

0,600

177 del 31-7-17 pag. 156

Maggio

2017

1,4

1,050

1,0

0,750

148 del 27-6-17 pag. 96

Aprile

2017

1,7

1,275

1,3

0,975

230 del 2-10-17 pag. 17

Marzo

2017

1,4

1,050

1,1

0,825

99 del 29-4-17 pag. 99

Febbraio

2017

1,5

1,125

1,3

0,975

72 del 27-3-17 pag. 45

Gennaio

2017

0,9

0,675

1,2

0,900

55 del 7-3-17 pag. 52

Dicembre

2016

0,4

0,300

0,4

0,300

25 del 31-1-17 pag. 159

Novembre

2016

0,1

0,075

0,1

0,075

299 del 23-12-16 pag. 74

Ottobre

2016

-0,1

-0,075

-0,1

-0,075

279 del 29-11-16 pag. 48

Settembre

2016

0,1

0,075

0,0

0,0

261 del 8-11-16 pag. 77

Agosto

2016

-0,1

-0,075

-0,2

-0,150

239 del 12-10-16 pag. 45

Luglio

2016

-0,1

-0,075

-0,2

-0,150

214 del 13-9-16 pag. 74

Giugno

2016

-0,3

-0,225

-0,4

-0,300

184 del 8-8-16 pag. 66

Maggio

2016

-0,4

-0,3

-0,5

-0,375

143 del 21-6-16 pag. 167

Aprile

2016

-0,4

-0,3

-0,7

-0,525

126 del 31-5-16 pag. 47

Marzo

2016

-0,3

-0,225

-0,5

-0,375

99 del 29-4-16 pag. 71

Febbraio

2016

-0,2

-0,15

-0,6

-0,45

75 del 31-3-16 pag. 47

Gennaio

2016

0,3

0,225

-0,5

-0,375

65 del 18-3-16 pag. 93

Dicembre

2015

0,0

0,0

-0,1

-0,0075

23 del 29-1-16 pag. 79

Novembre

2015

0,0

0,0

0,0

0,150

302 del 30-12-15 pag. 109

Ottobre

2015

0,0

0,0

0,1

0,075

276 del 26-11-15 pag. 82

Settembre

2015

-0,1

-0,075

-0,2

-0,150

252 del 29-10-15 pag. 31

Agosto

2015

-0,1

-0,075

-0,2

-0,150

225 del 28-9-15 pag. 54

Luglio

2015

-0,1

-0,075

0,0

0,0

201 del 31-8-15 pag. 17

Giugno

2015

-0,1

-0,075

0,2

0,15

170 del 24-7-15 pag. 75

Maggio

2015

-0,1

-0,075

0,3

0,225

145 del 25-6-15 pag. 19

Aprile

2015

-0,3

-0,225

0,2

0,150

121 del 27-5-15 pag. 48

Marzo

2015

-0,2

-0,150

0,1

0,075

94 del 23-4-15 pag. 45

Febbraio

2015

-0,4

-0,300

0,1

0,075

72 del 27-3-15 pag. 50

Gennaio

2015

-0,7

-0,525

-0,2

-0,150

56 del 5-2-15 pag. 136

Dicembre

2014

-0,1

-0,075

0,5

0,375

20 del 26-1-15 pag. 22

Novembre

2014

0,2

0,150

0,8

0,600

297 del 23-12-14 pag. 51

Ottobre

2014

0,1

0,075

0,8

0,600

276 del 27-11-14 pag. 19

Settembre

2014

-0,1

-0,075

0,7

0,525

248 del 24-10-14 pag. 48

Agosto

2014

-0,1

-0,075

1,0

0,75

220 del 22-9-14 pag. 37

Luglio

2014

0,1

0,075

1,3

0,975

194 del 22-8-14 pag. 33

Giugno

2014

0,3

0,225

1,5

1,125

171 del 25-7-14 pag. 44

Maggio

2014

0,4

0,300

1,6

1,2

142 del 21-6-14 pag. 23

Aprile

2014

0,5

0,375

1,6

1,2

133 del 11-6-14 pag. 33

Marzo

2014

0,3

0,225

1,9

1,425

94 del 23-4-14 pag. 39

Febbraio

2014

0,5

0,375

2,3

1,725

75 del 31-3-14 pag. 119

Gennaio

2014

0,6

0,45

2,84

2,1

53 del 5-3-14 pag. 136

 

L’ISTAT(Istituto Nazionale di Statistica) è un ente pubblico che si occupa di rilevazione e indagini statistiche in vari settori. Nasce nel 1926, con il nome di Istituto Centrale di Statistica, per raccogliere, gestire e organizzare informazioni nazionali.

Nel 1989 con Decreto Legislativo 6 settembre 1989, n. 322 assistiamo alla nascita del SISTAN (Sistema Statistico Nazionale) ente che accoglie al suo interno numerosi enti pubblici. In quell’anno l’istituto prende i nome di ISTAT e subisce variazioni rispetto a compiti, attività e organizzazione. Questo importante Istituto, con sede a Roma in via Cesare Balbo, ha un’estensione capillare in tutto il territorio nazionale.

L’ISTAT, svolge diversi ruoli chiave a livello nazionale, tra cui: censimenti della popolazione, censimenti nell’area produttiva (industria, agricoltura, ecc.), indagini effettuate secondo campionamento sulle famiglie  (stile di vita, consumi, lavoro, salute, tempo libero, ecc.), indagini economiche su larga scala (crisi economica, andamento mercato, ecc).

L'adeguamento Istat è un meccanismo di rivalutazione su base annua del costo della vita. Per fare chiarezza su questa definizione dobbiamo ricordare cosa si intende per costo della vita. Sappiamo tutti che 1 kg di pane veniva venduto a un certo prezzo nel 1950 e a un prezzo decisamente diverso nel 2013. Lo stesso discorso vale per altri beni, soggetti a cambiamenti di prezzo (quasi sempre verso l'alto) che dipendono da numerosi fattori: disponibilità delle materie prime per produrli, introduzione di dazi, mutamenti geopolitici e via dicendo. Il caso tipico è quello della benzina, in grado di influire sul costo di moltissimi altri prodotti e servizi. Il compito di calcolare l'andamento del costo della vita, in Italia, viene affidato all'Istituto Nazionale di Statistica, il cui acronimo è appunto ISTAT. L'istituto colleziona dati per ricerche e censimenti, ripresi poi dai mezzi di informazione e utilizzati dal governo di turno. L'adeguamento Istat ha quindi ripercussioni pratiche sulla vita delle persone, dal momento che tocca alcuni importanti ambiti.

Gli ambiti nei quali si manifesta l'adeguamento Istat interessano gran parte della popolazione italiana. Tra i principali troviamo l'assegno di mantenimento, l'affitto (o per meglio dire il canone di locazione), la rendita INAIL e la pensione. L'adeguamento Istat del canone di locazione, in particolare, è quello che a noi maggiormente interessa ed quello che  più di ogni altro pesa sulle tasche della popolazione, essendo elevata la percentuale di coloro i quali vivono in affitto.. L'adeguamento annuo, non si paga una tantum ma va a modificare la rata di affitto mensile, viene calcolato generalmente al 75% della rivalutazione Istat, ma è anche applicabile la percentuale pari al 100%. A scanso di equivoci, è consigliabile che la percentuale di calcolo dell’istat venga riportata nel contratto..

Per quanto essenziale, il canone di locazione non è l'unica area dove si applica l'adeguamento Istat. Come accennato in precedenza, a essere soggetti a rivalutazione annuale sono anche l'assegno di mantenimento, la rendita INAIL e la pensione, e questo solo per citare i più noti. Dal 1° luglio 2013, ad esempio, le rendite INAIL (infortuni sul lavoro e malattie professionali) hanno subito una rivalutazione del 3,02%. Non tutte le rivalutazioni sono uguali per il semplice fatto che vengono usati diversi indici di prezzi, ovvero diverse medie di prezzi di una classe di beni o servizi in un determinato arco  temporale. I tre indici usati dall'Istat sono:

Le variazioni Istat vengono pubblicate di mese in mese nella Gazzetta Ufficiale.

L’inflazione al consumo è un processo di aumento del livello generale dei prezzi dell'insieme dei beni e servizi destinati al consumo delle famiglie.

Generalmente, si misura attraverso la costruzione di un indice dei prezzi al consumo.

In Italia, come nella maggior parte dei paesi, il calcolo dell'indice è affidato all'Istituto nazionale di statistica.

Un indice dei prezzi al consumo, infatti, è uno strumento statistico che misura le variazioni nel tempo dei prezzi di un insieme di beni e servizi, chiamato paniere, rappresentativo degli effettivi consumi delle famiglie in uno specifico anno.

In particolare, l'Istat produce tre diversi indici dei prezzi al consumo

  • per l'intera collettività nazionale (NIC) il quale misura l'inflazione a livello dell'intero sistema economico; in altre parole considera l'Italia come se fosse un'unica grande famiglia di consumatori, all'interno della quale le abitudini di spesa sono ovviamente molto differenziate. Per gli organi di governo il NIC rappresenta il parametro di riferimento per la realizzazione delle politiche economiche;
  • per le famiglie di operai e impiegati (FOI) il quale si riferisce ai consumi dell'insieme delle famiglie che fanno capo a un lavoratore dipendente (extragricolo). E' l'indice usato per adeguare periodicamente i valori monetari, ad esempio gli affitti o gli assegni dovuti al coniuge separato;
  • l'indice armonizzato europeo (IPCA) è invece stato sviluppato per assicurare una misura dell'inflazione comparabile a livello europeo. Infatti viene assunto come indicatore per verificare la convergenza delle economie dei paesi membri dell'Unione Europea, ai fini dell'accesso e della permanenza nell'Unione monetaria

I tre indici si basano su un'unica rilevazione e sulla stessa metodologia di calcolo, condivisa a livello internazionale.
NIC e FOI si basano sullo stesso paniere, ma il peso attribuito a ogni bene o servizio è diverso, a seconda dell'importanza che questi rivestono nei consumi della popolazione di riferimento. Per il NIC la popolazione di riferimento è l'intera popolazione italiana, ovvero la grande famiglia di oltre 57 milioni di persone; per il FOI è l'insieme di famiglie che fanno capo a un operaio o un impiegato.
L'IPCA ha in comune con il NIC la popolazione di riferimento, ma si differenzia dagli altri due indici perché il paniere esclude, sulla base di un accordo comunitario, le lotterie, il lotto, i concorsi pronostici e i servizi relativi alle assicurazioni sulla vita.

Un'ulteriore differenziazione fra i tre indici riguarda il concetto di prezzo considerato: il NIC e il FOI considerano sempre il prezzo pieno di vendita. L'IPCA si riferisce invece al prezzo effettivamente pagato dal consumatore.

Ad esempio, nel caso dei medicinali, mentre per gli indici nazionali viene considerato il prezzo pieno del prodotto, per quello armonizzato europeo il prezzo di riferimento è rappresentato dalla quota effettivamente a carico del consumatore (il ticket).
Inoltre, l'IPCA tiene conto anche delle riduzioni temporanee di prezzo (saldi e promozioni).

 

 come viene calcolato