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Direttiva 24 aprile 2024 n. 2024/1275/UE sulla prestazione energetica nell’edilizia (Case green)

Direttiva (UE) 2024/1275 sulla prestazione energetica nell edilizia: cosa cambia davvero con la “Case green”

Con la direttiva (UE) 2024/1275 sulla prestazione energetica nell edilizia (rifusione), l Unione europea aggiorna il quadro delle regole sull efficienza energetica degli edifici, puntando a un parco immobiliare a emissioni zero entro il 2050. Il provvedimento riguarda sia gli edifici nuovi sia quelli esistenti, e lega obiettivi, strumenti e monitoraggio a piani nazionali che ogni Stato membro deve predisporre e aggiornare nel tempo.

Pubblicazione, entrata in vigore e recepimento

La direttiva e stata pubblicata in Gazzetta ufficiale dell Unione europea l 8 maggio 2024 ed e entrata in vigore venti giorni dopo la pubblicazione. Il recepimento negli ordinamenti nazionali deve avvenire entro il 29 maggio 2026, secondo le scadenze riportate nella scheda EUR-Lex del provvedimento.

Obiettivo 2050 e logica di fondo

La finalita dichiarata e l aumento progressivo della prestazione energetica del patrimonio edilizio europeo, con riduzione delle emissioni operative e integrazione delle fonti rinnovabili, fino a raggiungere un parco edilizio a emissioni zero entro il 2050. La direttiva opera come cornice: molte misure concrete passano dai piani nazionali, che devono definire traiettorie, priorita e strumenti economici, con particolare attenzione agli edifici piu inefficienti e alla vulnerabilita energetica.

Nuovi edifici: dal 2028 e dal 2030 lo standard e “a emissioni zero”

Un passaggio centrale riguarda gli edifici di nuova costruzione. La direttiva prevede che:

  • dal 1 gennaio 2028 gli edifici di nuova costruzione di proprieta di enti pubblici siano a emissioni zero;
  • dal 1 gennaio 2030 tutti i nuovi edifici di nuova costruzione siano a emissioni zero.

Il concetto di “edificio a emissioni zero” e definito a livello europeo e non coincide con uno slogan: riguarda prestazioni molto elevate, riduzione delle emissioni operative e un ruolo crescente delle rinnovabili, anche in integrazione con sistemi energetici esterni (ad esempio reti o elettricita da rete), secondo criteri e soglie che gli Stati devono tradurre in requisiti applicabili.

Edifici esistenti: traiettorie e riduzioni dei consumi sul residenziale

Per gli edifici residenziali esistenti la direttiva non impone, in modo uniforme per tutti gli immobili, il salto di classe energetica del singolo appartamento. L impianto e basato su traiettorie nazionali: gli Stati devono fissare una traiettoria di ristrutturazione progressiva e dimostrare la riduzione del consumo medio di energia primaria dell intero parco immobiliare residenziale.

Nel testo sono indicati obiettivi minimi di riduzione del consumo medio di energia primaria rispetto al 2020:

  • almeno -16% entro il 2030;
  • almeno -20% / -22% entro il 2035 (intervallo legato a scelte nazionali e metodologia).

La priorita operativa, nelle traiettorie nazionali, tende a concentrarsi sulla quota di edifici con le prestazioni peggiori, per massimizzare l impatto in termini di consumi e riduzione emissioni.

Caldaie e combustibili fossili: stop agli incentivi dal 2025 e phase-out entro il 2040

La direttiva collega la decarbonizzazione degli edifici alla progressiva eliminazione dei combustibili fossili nel riscaldamento e raffrescamento. Nei considerando, la Commissione e il legislatore europeo indicano come primo passo l interruzione degli incentivi finanziari, dal 2025, per l installazione di caldaie uniche alimentate a combustibili fossili, con eccezioni limitate gia selezionate prima del 2025 in specifici strumenti europei.

In parallelo, la tabella di marcia dei piani nazionali richiama l obiettivo di arrivare progressivamente alla eliminazione completa delle caldaie a combustibile fossile entro il 2040. Il punto pratico e che non si tratta di un divieto “automatico” uguale per tutti da domani, ma di una traiettoria vincolata a politiche nazionali, strumenti e scadenze intermedie, con coerenza rispetto ai target europei.

Solare, sistemi tecnici e automazione: obblighi “dove fattibile” e attenzione alla misurabilita

Il testo rafforza l integrazione delle rinnovabili negli edifici e promuove la predisposizione al solare nei nuovi edifici, prevedendo anche obblighi di installazione in determinate condizioni e con esenzioni legate a fattibilita tecnica ed economica. L approccio non e quello di imporre una soluzione unica, ma di orientare il mercato verso edifici predisposti e impianti efficienti, riducendo i colli di bottiglia autorizzativi e incentivando l autoconsumo quando coerente con le condizioni locali.

Un ulteriore filone riguarda i sistemi tecnici per l edilizia (riscaldamento, raffrescamento, ventilazione, controllo) e la digitalizzazione: la direttiva spinge verso regolazione, monitoraggio e gestione piu accurata dei consumi, perche la prestazione energetica non dipende solo dall involucro ma anche da impianti, gestione e manutenzione.

Passaporto di ristrutturazione e pianificazione degli interventi

Tra gli strumenti operativi compare il passaporto di ristrutturazione: un documento che inquadra, in modo progressivo e programmabile, il percorso di miglioramento dell edificio nel tempo. La logica e evitare interventi scollegati tra loro e favorire una sequenza coerente di opere, compatibile con budget, tempistiche e vincoli tecnici. La direttiva prevede anche l integrazione o l accessibilita di questi dati tramite registri digitali degli edifici, dove disponibili.

Ricadute condominiali: decisioni assembleari, dati e programmazione

Nel patrimonio residenziale italiano, gran parte degli interventi passa dai condomini, dove le scelte richiedono valutazioni tecniche e decisioni collettive. In questo contesto l amministratore di condominio si trova spesso a coordinare tre livelli: lettura delle opportunita (bonus e strumenti nazionali), impostazione tecnica (diagnosi, APE, studi di fattibilita) e governance (delibere, riparti, cantierizzazione e comunicazioni).

La direttiva, di per se, non sostituisce le regole italiane su assemblee, maggioranze e riparti, ma aumenta il peso della programmazione: interventi su impianti, involucro e rinnovabili dovranno essere pensati come percorso, anche per evitare spese ripetute e lavori non ottimali rispetto alle future soglie nazionali di recepimento.

Conclusione

La direttiva (UE) 2024/1275 non introduce un unico obbligo “uguale per tutti”, ma fissa obiettivi europei e impone agli Stati membri di costruire traiettorie credibili, misurabili e finanziabili verso edifici a emissioni zero. Per il settore condominiale, la variabile decisiva sara la qualita del recepimento italiano: strumenti, tempistiche e criteri applicativi renderanno concreti i principi europei, distinguendo tra edifici nuovi, ristrutturazioni importanti, impianti e politiche di decarbonizzazione del riscaldamento.

Fonti

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