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Direttiva Case Green e infrazione UE: cosa prevede la direttiva 2024/1275 per i condomini

Procedura di infrazione: il ritardo sul Piano nazionale

L’avvio di una procedura di infrazione nei confronti dell’Italia per il ritardo sui Piani nazionali di ristrutturazione degli edifici riporta in primo piano la direttiva (UE) 2024/1275 sulla prestazione energetica nell’edilizia, nota nel dibattito pubblico come “Case Green”. Il nodo non riguarda un adempimento formale isolato: il Piano nazionale e il perno con cui ogni Stato deve tradurre obiettivi europei, priorita di intervento e strumenti di supporto in un percorso operativo, con effetti diretti sul patrimonio residenziale e, in particolare, sugli immobili gestiti in condominio.

Nel marzo 2026 la Commissione europea ha inviato una lettera di costituzione in mora all’Italia e ad altri Stati membri per la mancata trasmissione della proposta di Piano nazionale di ristrutturazione degli edifici entro la scadenza del 31 dicembre 2025. La comunicazione prevede un termine di due mesi per fornire riscontri.

Il Piano nazionale di ristrutturazione degli edifici e previsto dalla direttiva e rappresenta l’evoluzione delle strategie di ristrutturazione di lungo periodo gia richieste in passato. La Commissione ha pubblicato strumenti di supporto per semplificare l’elaborazione e la presentazione dei Piani, chiarendo anche che la versione finale deve essere trasmessa entro il 31 dicembre 2026.

Cosa cambia con la direttiva (UE) 2024/1275

La direttiva (UE) 2024/1275 rifonde la disciplina EPBD e orienta la politica energetica sugli edifici verso un traguardo di lungo periodo: la trasformazione del patrimonio edilizio in un parco a emissioni zero entro il 2050.

Per il residenziale non viene imposto un obbligo di raggiungere specifiche classi energetiche per ogni singolo fabbricato. Il testo definitivo adotta una traiettoria nazionale misurata sul consumo medio di energia primaria dell’intero stock residenziale, con obiettivi minimi comuni.

Obiettivi sul residenziale: riduzione del consumo medio e priorita agli edifici peggiori

La direttiva richiede che il consumo medio di energia primaria dello stock residenziale diminuisca di almeno il 16% entro il 2030 e di almeno il 20-22% entro il 2035 rispetto al 2020.

Il percorso include un vincolo di indirizzo sulle priorita: almeno il 55% della riduzione deve derivare dalla ristrutturazione del 43% degli edifici residenziali con prestazioni peggiori. La regola sposta il baricentro verso gli immobili piu energivori, con ricadute rilevanti per molte palazzine costruite prima degli standard energetici piu recenti.

Caldaie a combustibili fossili: stop agli incentivi dal 2025

La direttiva stabilisce che dal 1 gennaio 2025 gli Stati membri non devono concedere incentivi finanziari per l’installazione di caldaie autonome alimentate a combustibili fossili, con eccezioni limitate a investimenti selezionati prima del 2025 in specifici programmi europei.

Il tema viene inserito nella traiettoria di decarbonizzazione del riscaldamento, con un orientamento verso la progressiva eliminazione dei sistemi fossili.

Solare sugli edifici: obblighi progressivi e nuove scadenze

La direttiva prevede l’ottimizzazione del potenziale solare nei nuovi edifici e introduce un obbligo di installazione, se tecnicamente ed economicamente fattibile, che per i nuovi edifici residenziali scatta entro il 31 dicembre 2029. Per gli edifici non residenziali e pubblici le scadenze sono anticipate e graduate in base alla superficie utile.

Passaporto di ristrutturazione e sportelli unici

Tra gli strumenti nuovi o rafforzati rientra il passaporto di ristrutturazione, una tabella di marcia per la ristrutturazione profonda articolata in passaggi successivi, introdotta con uno schema nazionale basato su un quadro comune europeo entro il 29 maggio 2026.

La direttiva prevede inoltre la creazione di strutture di assistenza tecnica, inclusi sportelli unici per la prestazione energetica degli edifici, con una presenza territoriale minima indicata anche in rapporto alla popolazione.

Effetti pratici per condomini e gestione degli interventi

L’infrazione per il mancato invio del Piano nazionale aumenta l’incertezza sulla cornice applicativa italiana: priorita nazionali, filiere di supporto, misure economiche e strumenti operativi dipendono proprio dal Piano e dagli atti di recepimento. Sul piano europeo, resta fermo l’obbligo di recepimento della direttiva entro il 29 maggio 2026, con una parte specifica gia legata al 1 gennaio 2025.

direttiva case green

Link utili: Direttiva (UE) 2024/1275 su EUR-Lex

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